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TERAMO – Un’operazione antidroga di grande rilievo ha portato al sequestro di oltre cento chilogrammi di sostanze stupefacenti nel Teramano, confermando il ruolo strategico che il territorio avrebbe assunto nei traffici illegali su scala interregionale.

Il blitz, condotto nella serata di venerdì dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato, si è svolto in Val Vibrata e ha portato all’arresto di un cittadino albanese di 33 anni, identificato con le iniziali L.K. Gli agenti, a seguito di accertamenti investigativi, hanno fatto irruzione in un immobile nella disponibilità dell’uomo, rinvenendo un ingente quantitativo di droga: circa 30 chilogrammi di cocaina, 4 di eroina e 80 di hashish. All’interno dell’alloggio è stata inoltre sequestrata una consistente quantità di sostanze da taglio.

Durante la perquisizione sono stati recuperati anche telefoni cellulari e un’agenda contenente nominativi e numeri di contatto. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro e sarà oggetto di approfondite analisi investigative per ricostruire la rete di relazioni e individuare eventuali complici o destinatari delle partite di droga.

L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Greta Aloisi. L’udienza di convalida dell’arresto è fissata per domani davanti al giudice Roberto Veneziano. L’indagato, che risulta incensurato, è difeso dall’avvocato Maurizio Cacaci.

La portata del sequestro lascia ipotizzare un’attività di stoccaggio e distribuzione ben strutturata. Gli investigatori non escludono che la droga fosse destinata non solo al mercato teramano, ma anche a quello delle province limitrofe, in particolare l’area ascolana e parte delle Marche.

Secondo le prime valutazioni, l’immobile potrebbe essere stato utilizzato come centro di preparazione e smistamento delle sostanze, dove le partite venivano confezionate prima di essere affidate agli spacciatori locali. Un’organizzazione articolata che la polizia punta ora a ricostruire attraverso l’analisi dei dispositivi sequestrati.

Determinante potrebbe rivelarsi anche l’esito dell’udienza di convalida: l’indagato avrà la possibilità di fornire la propria versione dei fatti oppure di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una scelta che potrebbe influenzare in modo significativo i prossimi sviluppi dell’indagine.
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