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GIULIANOVA - A chi parla di “false rappresentazioni della realtà” e si rifugia dietro comunicati istituzionali rassicuranti, rispondiamo con dati concreti — scomodi, ma innegabili.
La sanità abruzzese attraversa una fase che, di fatto, somiglia a un commissariamento. Il Programma Operativo 2026-2028 è stato respinto dal Ministero vigilante, segnando un duro colpo alle promesse di risanamento. Il deficit regionale risulta di gran lunga superiore alla media nazionale, mentre i Livelli Essenziali di Assistenza, soprattutto nell’area territoriale, restano sotto la soglia minima. Intanto cresce la mobilità passiva: sempre più cittadini sono costretti a lasciare la regione per ricevere cure adeguate.
In questo scenario, il presidio ospedaliero “Maria SS. dello Splendore” di Giulianova rappresenta un caso emblematico. La struttura vive una cronica carenza di personale e un clima sempre più difficile, segnato anche da frequenti episodi di aggressione ai sanitari. Una situazione che rende il lavoro insostenibile e compromette la sicurezza di operatori e pazienti.

Il reparto di chirurgia, in particolare, è al centro di continue criticità: tra annunci di rilancio e ridimensionamenti concreti, si assiste a una progressiva riduzione dei servizi, con inevitabili ricadute sulle liste d’attesa e sulle possibilità di cura.
In questo contesto, parlare di “potenziamento” attraverso la cosiddetta “Week Surgery” appare come un’operazione lessicale più che sostanziale. Dietro una terminologia di matrice aziendale si nasconde, secondo molte voci critiche, il rischio di una riduzione dell’assistenza continuativa, con reparti attivi solo nei giorni feriali. Una trasformazione che potrebbe ridurre l’ospedale a una funzione più simile a quella di un poliambulatorio.

Le domande restano aperte: cosa accade nei fine settimana? Chi garantisce assistenza nelle situazioni di emergenza?
Si assiste così a uno spostamento progressivo: dalla centralità del paziente a quella della gestione amministrativa. Un cambio di paradigma che molti denunciano come una deriva verso la “mercificazione” della sanità.
Come ha sottolineato la consigliera regionale Marilena Rossi, non risulterebbe presentato alcun documento ufficiale della ASL che chiarisca nel dettaglio il progetto relativo a Day e Week Surgery. Nel frattempo, al di là degli atti formali, la percezione diffusa tra i cittadini racconta di difficoltà crescenti: rinuncia alle cure da parte delle fasce più fragili, pronto soccorso sotto pressione e riduzione delle Unità Operative Complesse.
Temi che saranno al centro di una conferenza stampa con il professor Angelo Orlando, convocata per lunedì 20 aprile 2026 alle ore 10:00. Un appuntamento che si propone di fare chiarezza su una questione sempre più centrale per il territorio.

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