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Roseto degli Abruzzi diventa punto di incontro tra culture e formazione accademica. Nelle ultime settimane, numerosi studenti universitari provenienti da diversi Paesi del mondo hanno raggiunto la città per partecipare a un’iniziativa di respiro internazionale legata all’Università degli Studi di Teramo.
Giovani arrivati da nazioni come Etiopia, Turchia, Algeria, Bangladesh, Pakistan e India soggiornano temporaneamente in alcune strutture alberghiere rosetane, mentre ogni giorno si spostano verso Teramo per seguire lezioni e attività di laboratorio.
A confermare l’importanza del progetto è stato il Sindaco Mario Nugnes, che ha avuto un confronto diretto con il Rettore dell’ateneo teramano, Christian Corsi.
“Parliamo di un’esperienza straordinaria – ha dichiarato il primo cittadino – che vede decine di studenti iscritti al corso di Biotecnologie in lingua inglese impegnati in un percorso di studio avanzato. Roseto è stata scelta come luogo di ospitalità e questo ci rende orgogliosi, perché dimostra la capacità della nostra comunità di aprirsi al mondo e di offrire un contesto accogliente e inclusivo”.
Il Sindaco ha inoltre sottolineato come, visto l’esito positivo dell’iniziativa, l’Università intenda riproporla anche nei prossimi anni, rafforzando ulteriormente il legame tra il territorio e il panorama accademico internazionale.
Nelle ultime ore, però, la presenza degli studenti ha generato alcune voci infondate sui social network, alimentando inutili preoccupazioni riguardo una presunta apertura di nuovi centri di accoglienza sul territorio.
“Si tratta di notizie prive di qualsiasi riscontro – ha ribadito Nugnes – non esiste alcun progetto legato a nuovi CAS a Roseto. Questi ragazzi sono qui esclusivamente per motivi universitari e rappresentano un valore aggiunto per la nostra città, non certo un motivo di allarme”.
L’amministrazione comunale invita quindi alla massima prudenza nella diffusione di informazioni non verificate, ricordando che iniziative come questa contribuiscono a dare visibilità internazionale a Roseto e a rafforzarne l’immagine come luogo di dialogo e crescita culturale.