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Cresce la preoccupazione attorno al futuro dell’ospedale di Sant’Omero. Il Comitato per la difesa dell’Ospedale Val Vibrata lancia un nuovo allarme in merito alle indiscrezioni, sempre più insistenti, che parlano del trasferimento del servizio di pre-ricovero all’ospedale “Mazzini” di Teramo a partire dal prossimo mese di marzo.

Se la notizia dovesse trovare conferma, si tratterebbe dell’ennesimo passo verso lo svuotamento progressivo del presidio vibratiano, già duramente colpito negli ultimi anni. Tra i provvedimenti contestati figurano la perdita della partoanalgesia – un tempo fiore all’occhiello a livello regionale – il ridimensionamento del Punto Nascita, il declassamento della Chirurgia, le forti limitazioni alla Medicina Interna, la mancata attivazione della Lungodegenza come struttura autonoma e le croniche carenze di personale in reparti fondamentali come Cardiologia, Terapia Intensiva, Pediatria e Pronto Soccorso.

Lo spostamento del pre-ricovero a Teramo avrebbe conseguenze immediate per oltre mille cittadini ogni anno, in gran parte residenti in Val Vibrata, costretti a spostarsi fuori territorio per esami e valutazioni preliminari agli interventi programmati. Un disagio che si tradurrebbe in maggiori costi, difficoltà logistiche e ulteriori ostacoli soprattutto per anziani, persone fragili e famiglie.

Secondo il Comitato, il danno non riguarderebbe solo i cittadini ma l’intero sistema sanitario provinciale. Indebolire ulteriormente Sant’Omero significherebbe renderlo sempre meno attrattivo, mentre l’ospedale hub di Teramo verrebbe ulteriormente appesantito da attività che, nel modello “hub and spoke”, dovrebbero essere garantite dai presidi territoriali. E se il problema fosse la carenza di anestesisti, appare incomprensibile – sottolineano – che a doversi spostare siano i pazienti e non, eventualmente, gli specialisti.

A rafforzare le preoccupazioni contribuisce anche la bocciatura, da parte della Regione, dell’ultimo atto aziendale della ASL, dal quale emergerebbe chiaramente l’intenzione di declassare la UOC di Chirurgia di Sant’Omero. Un segnale giudicato gravissimo, che conferma la strategia di progressivo depotenziamento dell’ospedale della Val Vibrata.

Già in passato, in occasione del ridimensionamento della Ginecologia, il gruppo Uniti per Civitella aveva portato la questione in Consiglio comunale insieme ad altri enti del territorio, presentando una mozione a tutela del presidio ospedaliero. Mozione che venne bocciata dalla maggioranza guidata dalla sindaca Di Pietro, compresi alcuni consiglieri del Partito Democratico. Alla luce degli sviluppi attuali, quelle decisioni vengono oggi definite miopi e politicamente gravi.

Nel quadro di una sanità teramana descritta come in piena crisi, il Comitato respinge le accuse di fare politica, ribadendo che i fatti confermano le preoccupazioni sollevate negli anni. Non manca la polemica con la sindaca Di Pietro, che ricopre anche ruoli di rilievo in ambito sanitario e sovracomunale, accusata di non aver saputo – o voluto – fermare l’ennesimo colpo ai servizi del territorio. La richiesta di un tavolo urgente in Regione, avanzata solo ora, viene giudicata un atto dovuto ma tardivo.

Il rischio, oggi, è concreto: l’ospedale di Sant’Omero potrebbe perdere definitivamente la UOC di Chirurgia. Uniti per Civitella ribadisce il proprio impegno a difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute nella Val Vibrata e nel comune di Civitella, promettendo di continuare la battaglia senza ambiguità.

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